UNI 11719:2025: cosa cambia per aziende, RSPP e lavoratori (D.Lgs. 81/08)

UNI 11719:2025: cosa cambia per aziende, RSPP e lavoratori (D.Lgs. 81/08)

Quando si parla di protezione delle vie respiratorie, molte aziende pensano ancora agli APVR come a “un DPI da consegnare” e finisce lì. La UNI 11719:2025 ribalta questa impostazione: non è una semplice scheda tecnica, ma una guida operativa per costruire e gestire un programma di protezione delle vie respiratorie fatto di scelta corretta, uso controllato, manutenzione e, soprattutto, formazione APVR e addestramento strutturati e tracciabili.


Cos’è la UNI 11719:2025

APVR: cosa sono e perché non sono “tutti uguali”

Tipologia APVR: filtranti e isolanti (la distinzione che guida la scelta)

Il “programma di protezione delle vie respiratorie”: la vera novità operativa

Scelta e idoneità: fit test confermato (dove serve)

Uso, manutenzione e tracciabilità: niente più “me lo ricordo”

Formazione APVR e addestramento: cosa richiede la UNI 11719:2025

Impatto pratico per chi applica il D.Lgs. 81/08 (datore di lavoro, RSPP, preposti)

FAQ UNI 11719:2025



Cos’è la UNI 11719:2025

La UNI 11719:2025 (“Guida alla scelta, all’uso e alla manutenzione degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie, in applicazione alla UNI EN 529:2006”) è in vigore dal 20 novembre 2025 e serve a definire e attuare un programma di protezione delle vie respiratorie: criteri di scelta, uso, manutenzione/gestione degli APVR e modalità di formazione e addestramento.



APVR: cosa sono e perché non sono “tutti uguali”

Gli APVR (Apparecchi di Protezione delle Vie Respiratorie) sono DPI progettati per proteggere dall’inalazione di particolato, fumi, aerosol, nebbie, vapori e gas oppure da carenza di ossigeno. Dentro lo stesso “cappello” trovi dispositivi molto diversi tra loro: facciali filtranti (FFP), semimaschere e pieno facciale con filtri a cartuccia, sistemi a ventilazione assistita (PAPR), respiratori ad aria compressa e autorespiratori.

Qui sta il punto: un APVR scelto male o usato male può non proteggere e in alcuni casi può perfino aumentare il rischio (falsa sicurezza, affaticamento, malfunzionamento non rilevato).



Tipologia APVR: filtranti e isolanti (la distinzione che guida la scelta)

Tra le parole chiave operative della norma c’è la tipologia APVR. In sintesi, molte classificazioni possono essere ricondotte a due famiglie:

  • APVR filtranti: depurano l’aria ambiente tramite filtri (per particolato, gas/vapori o combinati), adatti quando c’è ossigeno sufficiente e l’inquinante è compatibile con il sistema filtrante.

  • APVR isolanti: non dipendono dall’aria dell’ambiente, perché alimentati da sorgenti esterne o autonome (es. per atmosfere a rischio, carenza di ossigeno, emergenze).

La scelta pratica dipende da rischio e condizioni di impiego (inquinanti, concentrazioni, O₂, microclima, compatibilità con altri DPI, necessità operative, ecc.).




Il “programma di protezione delle vie respiratorie”: la vera novità operativa

La UNI 11719:2025 non si limita a dire “usa l’APVR giusto”, ma spinge verso un approccio organizzato e documentato: valutazione del rischio, selezione e idoneità, regole d’uso, manutenzione, registrazioni, ruoli e competenze, formazione e addestramento, aggiornamento continuo.

In altre parole: da DPI “oggetto” a DPI “processo”. E quando diventa processo, diventa verificabile.



Scelta e idoneità: fit test confermato (dove serve)

Un passaggio molto concreto riguarda la valutazione dell’idoneità dei dispositivi con facciali a tenuta (semimaschere e maschere a pieno facciale): è confermata l’esecuzione della prova di adattabilità sul singolo portatore (fit test), secondo quanto previsto dalla norma (appendice dedicata). La prova non è richiesta solo per APVR destinati alla fuga o per dispositivi non basati sulla tenuta sul volto.

Nota “da campo”: la norma sottolinea anche l’importanza di consultare i portatori per migliorare comfort e accettazione (perché un DPI scomodo… tende a “sparire” nei momenti peggiori).



Uso, manutenzione e tracciabilità: niente più “me lo ricordo”

La gestione degli APVR passa da “buona volontà” a regole di manutenzione, pulizia, conservazione, sostituzione e registrazioni (consegna, scadenze, interventi, ecc.). Questo serve a dimostrare che l’azienda non solo ha scelto un DPI corretto, ma lo mantiene efficiente nel tempo.



Formazione APVR e addestramento: cosa richiede la UNI 11719:2025

Qui arriva la parte che interessa (e spesso spaventa) di più: la formazione APVR non è più un contorno, ma un pilastro.

Secondo l’impostazione descritta da PuntoSicuro, per ciascun portatore devono essere previsti:

  • formazione teorica + addestramento pratico, prima dell’uso;

  • la formazione teorica deve precedere l’aggiornamento pratico;

  • contenuti tarati su tipologia APVR, attività, rischi e gestione delle emergenze;

  • possibilità di addestramento anche in un ambiente addestrativo diverso dal luogo di lavoro, purché simuli efficacemente il contesto reale (uso normale ed emergenza);

  • aggiornamenti/integrazioni quando cambiano condizioni di impiego.

In parallelo, la UNI 11719:2025 (come riportato da INAIL) dettaglia anche le logiche formative per portatori, supervisori e responsabile del programma, includendo temi e frequenza dell’aggiornamento e criteri organizzativi (durata, numerosità, rapporti addestratore/portatori, ecc.).



Impatto pratico per chi applica il D.Lgs. 81/08 (datore di lavoro, RSPP, preposti)

Tradotto in attività operative, molte aziende dovranno:

  1. Formalizzare (o aggiornare) un programma respiratorio coerente con valutazione dei rischi.

  2. Selezionare APVR in funzione di pericolo, ambiente e fattore di protezione richiesto.

  3. Verificare l’idoneità, includendo fit test quando necessario.

  4. Istituire registrazioni (manutenzione, consegne, controlli, formazione/addestramento).

  5. Erogare formazione e addestramento coerenti con tipologia APVR e mansioni, con aggiornamenti quando cambia lo scenario.

È un upgrade di maturità: più lavoro iniziale, ma meno improvvisazione e più tutela (anche documentale) in caso di controlli o eventi.





FAQ – UNI 11719:2025 e APVR

UNI 11719:2025 è obbligatoria per legge?

La UNI 11719:2025 è una norma tecnica (non una legge), ma diventa un riferimento di buona tecnica molto rilevante per applicare correttamente i criteri di scelta e uso dei DPI nel quadro del D.Lgs. 81/08 (art. 79 e rinvii a norme UNI aggiornate). In pratica: non “sostituisce” la legge, ma aiuta a dimostrare che stai applicando criteri tecnici adeguati.

Cosa cambia rispetto alla UNI 11719:2018?

La novità più evidente è l’attenzione strutturata a formazione e addestramento (con concetti come “ambiente addestrativo”) e alla definizione di competenze/ruoli nel programma respiratorio, oltre alla gestione documentata del processo.

Il fit test è sempre richiesto?

No. È confermato per i dispositivi con facciali a tenuta (es. semimaschere e maschere pieno facciale). Non si applica, ad esempio, agli APVR destinati alla fuga o ai dispositivi che non basano la protezione sulla tenuta al volto.

Quando serve la formazione APVR e cosa deve includere?

La formazione e l’addestramento devono precedere l’uso degli APVR, essere coerenti con la tipologia APVR e con rischi/mansioni, includere teoria e pratica (anche in ambienti addestrativi idonei) e prevedere integrazioni/aggiornamenti quando cambiano le condizioni di impiego.