La UNI EN 17235:2024 rappresenta il nuovo riferimento tecnico europeo per la valutazione delle prestazioni dei dispositivi di ancoraggio permanenti destinati all’utilizzo con sistemi personali anticaduta. La norma definisce in modo puntuale quali caratteristiche devono essere valutate, con quali prove devono essere testate, come classificare la resistenza e quali requisiti adottare in termini di durabilità e controllo della produzione, introducendo un quadro tecnico chiaro e strutturato.
L’introduzione della EN 17235:2024 segna un passaggio fondamentale anche sotto il profilo normativo: per la prima volta consente la marcatura CE dei dispositivi di ancoraggio permanenti, favorendone la libera circolazione nel mercato europeo e uniformando i criteri di valutazione tra gli Stati membri.
Norma UNI EN 17235:2024
UNI EN 17235:2024 E Kit di Ancoraggio
Cosa cambia con la UNI EN 17235:2024
Impatti operativi: cosa cambia davvero per aziende, RSPP/HSE, progettisti e installatori
FAQ – Norma UNI EN 17235:2024
*ATTENZIONE*
La nuova norma UNI EN 17235:2024 non ha carattere retroattivo: I dispositivi di ancoraggio già esistenti e installati prima della sua entrata in vigore non sono soggetti all’obbligo di adeguamento ai nuovi requisiti previsti.
Data di armonizzazione norma UNI EN 17235:2024 → 9 Febbraio 2025
Termine periodo transitorio → 9 Agosto 2027 (18 mesi)
Norma UNI EN 17235:2024
La UNI EN 17235:2024 stabilisce come valutare le caratteristiche dei dispositivi di ancoraggio permanenti e dei ganci di sicurezza installati stabilmente su o dentro edifici e opere di ingegneria civile, destinati a prevenire e arrestare le cadute dall’alto.
Inoltre, la norma è costruita per rendere la prestazione comparabile e dichiarabile: non si limita a indicare “come progettare”, ma definisce un percorso tecnico di valutazione basato su:
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caratteristiche essenziali (resistenza meccanica, durabilità/corrosione, permeabilità all’acqua dove pertinente);
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metodi di prova (dinamici e/o di carico);
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classi di prestazione (per la resistenza meccanica) legate anche al numero di utilizzatori.
Tuttavia, è fondamentale chiarire fin da subito il perimetro: la UNI EN 17235:2024 non si applica ai dispositivi temporanei (tipicamente in ambito EN 795), né a strutture accessorie come dispositivi di accesso al tetto e scale fisse da tetto. Questo confine evita confusione nei capitolati e nelle forniture, soprattutto quando in cantiere convivono soluzioni permanenti e temporanee. Inoltre
UNI EN 17235:2024 E Kit di Ancoraggio
I kit di ancoraggio sono il cuore della UNI EN 17235:2024 perché la prestazione viene valutata sull’insieme dispositivo + fissaggi + interazione con la struttura portante, non sul singolo componente isolato. In sintesi: l’ancoraggio è sicuro solo se il “sistema” è stato valutato come tale.
Di conseguenza, nei capitolati e nelle verifiche documentali, un cambio pratico è immediato: non basta indicare “linea vita in acciaio inox”, ma serve definire kit, substrato, configurazione di fissaggio e numero utenti previsto.
La norma distingue quattro famiglie principali:
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Kit A: kit con dispositivo di ancoraggio singolo (puntuale).
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Kit B: kit con gancio di sicurezza (con specifiche dimensionali per l’apertura e l’altezza).
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Kit C: kit con linea di ancoraggio orizzontale in filo/cavo (flessibile), per più utenti.
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Kit D: kit con linea di ancoraggio a binario/rotaia (rigida), per più utenti.
Inoltre, questa impostazione rende più “difendibile” la conformità: se una configurazione non coincide con quella valutata, si entra in un’area grigia tecnica (e spesso anche contrattuale).
Cosa cambia con la UNI EN 17235:2024
Con la UNI EN 17235:2024 cambia soprattutto l’approccio: le linee vita permanenti e gli ancoraggi vengono trattati come sistemi con prestazioni misurabili, classificabili e con un’attenzione esplicita alla durabilità e al controllo della produzione. Di conseguenza, produttori, distributori e installatori devono allineare documentazione e scelte tecniche a un quadro più strutturato.
Tuttavia, il vero impatto si vede sul campo: progettazione, installazione e verifica diventano più “tracciabili” grazie a classi e prove più chiaramente codificate.
Norma specifica per ancoraggi permanenti
La UNI EN 17235:2024 è specifica per ancoraggi permanenti e ganci di sicurezza installati stabilmente, quindi orientata a dispositivi che diventano parte dell’opera e restano in esercizio per anni.
Inoltre, il collegamento al quadro dei prodotti da costruzione è un passaggio da non sottovalutare: la norma nasce in un contesto in cui la prestazione può essere trattata, in determinate condizioni, con logiche di classificazione e dichiarazione tipiche del CPR. Questo è coerente anche con l’intervento della Commissione Europea sulle soglie e classi di prestazione per la resistenza meccanica.
Di conseguenza, nei processi aziendali conviene aggiornare:
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capitolati (richiamando kit e classi, non “nomi commerciali”);
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procedure di acquisto (richiedendo evidenze su prove e durabilità);
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piani di manutenzione/verifica (coerenti con natura “permanente” del sistema).
Classificazione dei dispositivi di ancoraggio
La UNI EN 17235:2024 classifica la valutazione in Kit A/B/C/D e collega la resistenza meccanica a un sistema di classi. In sintesi: a ogni configurazione deve corrispondere una valutazione chiara e leggibile.
Inoltre, questa classificazione “sposta” il baricentro dalla sola scelta del dispositivo alla definizione dell’intero scenario d’uso. Per le verifiche tecniche, i punti che diventano non negoziabili sono:
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numero massimo di utilizzatori previsti in contemporanea;
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tipo di linea (puntuale, cavo, rotaia) e layout;
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struttura portante reale (supporto) e sua idoneità;
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fissaggi e coppie/tecniche di posa previste;
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eventuali limitazioni o prescrizioni di installazione/manutenzione.
Per questo motivo, l’installazione “a regola d’arte” deve essere accompagnata da documentazione e scelte coerenti con il kit valutato, non con la sola disponibilità a magazzino.
Requisiti di resistenza meccanica più severi
La UNI EN 17235:2024 introduce un impianto molto più rigoroso in materia di resistenza meccanica, prevedendo prove strutturate e una classificazione in classi di prova dinamica direttamente correlate al numero di persone collegate al sistema.
Il principio operativo è chiaro: più utenti = maggiori azioni di progetto = maggiori requisiti prestazionali su kit e struttura di supporto. Questo aspetto diventa determinante soprattutto in presenza di:
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linee vita multipostazione su coperture industriali;
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impianti destinati a manutenzione ricorrente (HVAC, fotovoltaico, lucernari);
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contesti in cui operano squadre in parallelo sulla stessa copertura.
Un ulteriore elemento di forte discontinuità rispetto al passato riguarda le modalità di verifica. La norma richiede che i test non vengano svolti in modo astratto o su configurazioni generiche, ma su allestimenti di prova che riproducano concretamente le condizioni di installazione reale.
In altre parole, la valutazione non si concentra più soltanto sul dispositivo isolato, ma sull’intero sistema così come verrà effettivamente montato in cantiere.
Le prove devono quindi essere eseguite:
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sul materiale strutturale effettivo di posa (calcestruzzo, acciaio, legno, lamiere grecate o altri supporti di copertura);
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con i sistemi di fissaggio previsti dal progetto esecutivo;
-
secondo configurazioni coerenti con le reali condizioni operative;
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analizzando la risposta complessiva dell’insieme ancoraggio–fissaggi–struttura di supporto.
Il focus si sposta così dalla semplice certificazione del prodotto alla verifica del comportamento dell’intero sistema installato, rafforzando l’approccio ingegneristico e la responsabilità progettuale.
Nel caso in cui la tipologia di copertura non sia compresa tra i "mock-up" standard indicati dalla norma, è possibile ricorrere a un mock-up specifico di categoria “X”, sviluppato ad hoc per replicare in modo accurato la reale configurazione di posa.
La norma, infatti, non ostacola soluzioni tecniche innovative o fuori standard: al contrario, le ammette all’interno di un processo di verifica metodico e strutturato, che ne garantisce la valutazione secondo criteri oggettivi e controllabili.
Tabella informativa
| CLASSE |
PROVA DINAMICA |
VALORE DI AZIONE DI PROGETTO (resistenza meccanica) |
TIPICO SCENARIO D'USO |
| 1 |
1 persona |
9 kN |
Operatore singolo su ancoraggio/linea |
| 2 |
2 persone |
10,5 kN |
Squadra di 2 su tratto/area |
| 3 |
3 persone |
12,0 kN |
Attività con 3 addetti in parallelo |
| 4 |
4 persone |
13,5 kN |
Operazioni multiple e continuativa |
Questa logica di classi è coerente con l’impostazione europea di soglie e classificazione per la caratteristica essenziale “resistenza meccanica”.
In sintesi, la scelta “giusta” non è solo “linea vita sì/no”, ma classe adeguata allo scenario.
Maggiore attenzione alla durabilità
La UNI EN 17235:2024 dedica attenzione esplicita alla durabilità, includendo la resistenza alla corrosione e, dove pertinente, la permeabilità all’acqua come elementi da valutare e descrivere.
Inoltre, questo punto è determinante perché molti impianti permanenti falliscono non “per carico”, ma per degrado progressivo:
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corrosione in prossimità di fissaggi e giunzioni;
-
incompatibilità galvaniche tra materiali;
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perdita di prestazione su coperture con condense o atmosfere aggressive;
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degradazione accelerata in zone marine o industriali.
Di conseguenza, per capitolati e verifiche HSE è utile richiedere sempre:
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indicazione del materiale e della protezione superficiale;
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evidenze o dichiarazioni coerenti con ambiente di esposizione;
-
coerenza tra durabilità attesa e piano di manutenzione.
Tuttavia, un punto spesso trascurato resta la compatibilità “sistema-struttura”: un ancoraggio eccellente, installato su un supporto non idoneo o con fissaggi non coerenti, perde significato tecnico.
Controllo della produzione, Marcatura CE e sistema AVCP 1+
La UNI EN 17235:2024 rafforza in modo significativo il tema della conformità produttiva, introducendo un’impostazione che richiama chiaramente le logiche di FPC (Factory Production Control) e del sistema AVCP per garantire la costanza delle prestazioni nel tempo.
Nel contesto europeo, la Commissione ha inoltre delineato un approccio che collega la norma a soglie e classi prestazionali ben definite, segnale evidente di un’evoluzione verso una piena standardizzazione degli ancoraggi permanenti come veri e propri prodotti da costruzione.
Marcatura CE e sistema AVCP 1+
Con l’entrata in vigore della EN 17235, gli ancoraggi permanenti ricadono nel sistema AVCP 1+, uno dei livelli più rigorosi previsti dal quadro normativo europeo. Questo comporta:
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prove iniziali di tipo (ITT) con il coinvolgimento di un organismo notificato;
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audit del controllo di produzione in fabbrica (FPC);
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sorveglianza continuativa del processo produttivo;
-
verifica indipendente delle prestazioni dichiarate.
Si tratta di un cambio di paradigma: non viene più valutato soltanto il prodotto in sé, ma l’intero sistema di produzione e controllo che ne garantisce le caratteristiche nel tempo.
Implicazioni pratiche per il mercato
Per produttori, progettisti e imprese installatrici, questo significa dover operare in un quadro molto più strutturato. In concreto, ci si deve attendere:
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procedure formalizzate di controllo qualità;
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tracciabilità puntuale di componenti e lotti di produzione;
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registrazioni e verifiche periodiche documentate;
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piena coerenza tra prestazioni dichiarate e prodotto effettivamente immesso sul mercato.
In sintesi, la conformità non è più soltanto un requisito tecnico legato alla prova di laboratorio, ma diventa un requisito di sistema: processi, controlli e responsabilità documentate entrano stabilmente nel ciclo di vita del prodotto.
Impatti operativi: cosa cambia davvero per aziende, RSPP/HSE, progettisti e installatori
L’impatto operativo della UNI EN 17235:2024 è la trasformazione della linea vita permanente da “dotazione” a sistema verificabile per prestazioni, durabilità e coerenza di installazione.
Per le aziende utilizzatrici (committenti, datori di lavoro, HSE)
La verifica documentale deve diventare più robusta. Inoltre, per la gestione del rischio conviene standardizzare una checklist minima, ad esempio:
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tipologia di kit (A/B/C/D) e classe;
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numero utenti previsto e scenario d’uso;
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compatibilità con la copertura (supporto, fissaggi, layout);
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evidenze su durabilità/corrosione;
-
manuale e limiti d’uso (inclusi divieti e condizioni).
Di conseguenza, anche audit interni e verifiche periodiche possono essere più oggettivi.
Per progettisti e tecnici
La progettazione deve integrare sin dall’inizio:
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scenario d’uso reale (accessi, percorsi, attività manutentive);
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numero utenti e necessità di lavoro in parallelo;
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vincoli strutturali e dettagli di fissaggio;
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gestione del rischio residuale (pendolo, tirante d’aria, interferenze).
Tuttavia, il punto critico resta l’allineamento tra elaborato progettuale e installazione: la norma rende questa coerenza più “visibile”.
Per installatori e manutentori
L’installazione deve aderire a:
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kit e configurazioni previste;
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coppie e modalità di posa;
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controlli post-installazione e documentazione.
Inoltre, la manutenzione periodica deve concentrarsi non solo sul dispositivo, ma anche su:
FAQ – UNI EN 17235:2024
La UNI EN 17235:2024 riguarda anche le linee vita permanenti?
Sì. La norma copre dispositivi di ancoraggio permanenti e include kit con linee orizzontali flessibili (cavo) e rigide (rotaia), oltre ad ancoraggi puntuali e ganci di sicurezza installati stabilmente.
La norma UNI EN 17235:2024 ha carattere retroattivo?
No. La nuova norma UNI EN 17235:2024 non ha carattere retroattivo: gli impianti già esistenti e installati prima della sua entrata in vigore non sono soggetti all’obbligo di adeguamento ai nuovi requisiti previsti.
Data di armonizzazione norma UNI EN 17235:2024 → 9 Febbraio 2025
Termine periodo transitorio → 9 Agosto 2027 (18 mesi)
Qual è la differenza tra EN 17235:2024 e EN 795?
La EN 17235:2024 disciplina ancoraggi permanenti installati in modo stabile. La EN 795 riguarda invece dispositivi di ancoraggio temporanei, destinati a essere rimossi dopo l’uso.
Cosa significano le classi 1–4 nella EN 17235:2024?
Indicano la classe della prova dinamica, collegata al numero di persone (da 1 a 4) e ai relativi valori di azione di progetto richiesti per la resistenza meccanica del sistema.
La norma considera anche durabilità e corrosione?
Sì. La norma include la valutazione di durabilità, resistenza alla corrosione e, dove pertinente, permeabilità all’acqua, per garantire prestazioni adeguate nel tempo.
La EN 17235:2024 porta alla marcatura CE delle linee vita?
Può supportare la dichiarazione di prestazione nel quadro del Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR), con soglie e classi di resistenza meccanica indicate a livello UE. L’applicazione concreta dipende dall’inquadramento come norma armonizzata e dal sistema AVCP previsto.