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Novità esclusive da Sicurlive Group e dal mondo della sicurezza sul lavoro.
Le tematiche e gli argomenti trattati in questa sezione sono inerenti al mondo della sicurezza sul lavoro: prevenzione degli incidenti e degli infortuni, formazione D.Lgs. 81/08, gestione delle emergenze in ambienti industriali e in cantiere, soluzioni innovative dedicate alla protezione dei lavori effettuati in quota e negli spazi confinati.
Quando parliamo di ISO 45001 sicurezza sul lavoro, il punto non è “avere un certificato”, ma far funzionare un sistema di gestione sicurezza dove serve davvero: nei reparti, nei cantieri, negli impianti, nelle fermate di manutenzione, nelle attività in quota, negli spazi confinati, nelle lavorazioni con energie pericolose.
La UNI ISO 45001 nasce proprio per questo: creare un quadro strutturato per migliorare la sicurezza, ridurre i rischi lavorativi e aumentare le performance di salute e sicurezza.
E lo fa con una logica chiara: integrazione nei processi di business, leadership, partecipazione delle persone e miglioramento continuo (PDCA).
Nel mondo dei lavori in quota e dell’accesso su fune, “avere il patentino” non è un vezzo: è spesso la condizione minima per entrare in sito, salire su una turbina o essere accettati in una squadra che lavora su impianti critici. Qui entrano in gioco due percorsi che, per scopi diversi, dominano i capitolati internazionali: corsi GWO e IRATA.
In questo articolo trovi una guida tecnica e operativa su: cosa sono GWO e IRATA (e cosa non sono), dove vengono richieste, requisiti di accesso, differenze pratiche in campo, come scegliere la formazione IRATA e GWO più adatta alla tua attività (senza buttare soldi o, peggio, tempo in cantiere).
Se lavori in quota o in spazi confinati, la domanda non è “se” potrà capitare un’emergenza, ma “quanto sei pronto quando succede”. E qui arriva la parte scomoda: in molti cantieri si investe parecchio su DPI e permessi, ma le operazioni di soccorso, recupero e salvataggio sicurezza vengono trattate come un “dopo”. Peccato che, quando qualcuno resta appeso a un anticaduta o collassa in un ambiente con atmosfera pericolosa, il “dopo” dura pochissimo.
In questo articolo entriamo nel tecnico, con focus su salvataggio in quota, recupero spazi confinati, progettazione di piano di salvataggio, attrezzature di recupero e gestione emergenze con ruoli chiari e procedure integrabili nelle SOP aziendali.
Quando si parla di spazi confinati, l’errore più comune è trattarli come “ambienti difficili” e basta. In realtà sono ambienti che possono trasformarsi in pochi secondi in un incidente grave o mortale, spesso senza segnali evidenti. Per questo la valutazione rischi spazi confinati e la costruzione di procedure spazi confinati non possono essere “standard”: devono essere mirate, pre-ingresso e orientate alla prevenzione.
Sul piano normativo, in Italia la gestione della sicurezza spazi confinati si innesta sugli obblighi del D.Lgs. 81/08 e sui requisiti specifici del D.P.R. 177/2011 (qualificazione imprese, procedure, ruoli, informazione e addestramento).
In parallelo, la norma tecnica UNI 11958:2024 fornisce criteri per identificazione pericoli e valutazione rischi negli ambienti confinati/sospetti di inquinamento.
Quando parliamo di sicurezza nei lavori in quota, non si tratta solo di “mettere l’imbracatura e via”: stiamo parlando di sistemi, procedure e soprattutto addestramento pratico per lavorare (e tornare) a casa interi. In cantiere, la differenza tra una semplice conformità e una protezione reale spesso sta nei dettagli: saper usare davvero DPI anticaduta, ancoraggi, linee vita e sistemi anticaduta nel contesto specifico. Per questo formazione e addestramento nei lavori in quota sono strumenti decisivi di prevenzione: aiutano gli operatori a riconoscere i rischi e a essere concretamente pronti ad affrontarli in modo sicuro.
Bonifica e rimozione amianto: Cosa cambia dal 24 gennaio 2026 e obblighi D.Lgs. 81/08 per le imprese
Dal 24 gennaio 2026 entreranno ufficialmente in vigore le modifiche al Capo III del Titolo IX del D.Lgs. 81/2008 in materia di esposizione all’amianto.
Non si tratta di un semplice aggiornamento normativo, ma di una revisione profonda dell’impianto di tutela, destinata a incidere in modo diretto su cantieri, bonifiche, demolizioni, ristrutturazioni e manutenzioni.
Il nuovo quadro normativo nasce con un obiettivo chiaro: ridurre l’esposizione dei lavoratori alle fibre di amianto al minimo tecnicamente possibile, anticipando scenari che, nei prossimi anni, diventeranno ancora più stringenti.
Vediamo nel dettaglio cosa cambia, quali sono i nuovi obblighi per le imprese e perché adeguarsi per tempo non è più un’opzione, ma una necessità operativa.
Nei cantieri temporanei o mobili, la sicurezza non può essere “un allegato da firmare”. Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) è lo strumento che mette ordine nel caos tipico del cantiere: definisce regole, interferenze, procedure e organizzazione affinché più imprese (e lavoratori autonomi) possano lavorare senza pestarsi i piedi… e senza farsi male.
Non a caso, il D.Lgs. 81/08 lo qualifica come documento fondamentale, corredato da tavole esplicative e con contenuti minimi rinviati all’Allegato XV.
La gestione delle emergenze aziendali non è solo un adempimento normativo: è un vero “stress test” dell’organizzazione. Nel momento in cui scatta l’allarme, si vede se piano di emergenza, procedure, segnaletica e formazione funzionano davvero o restano solo sulla carta.
In questo articolo vediamo come strutturare una gestione delle emergenze aziendali efficace, con esempi pratici e uno schema di piano di emergenza pronto da adattare alla tua realtà.
Per chi si occupa di HR e sicurezza, la vera sfida oggi non è “fare i corsi”, ma gestire nel tempo aggiornamenti, scadenze e rinnovo formazione lavoratori senza perdere pezzi.
Con il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, in vigore dal 24 maggio 2025, la formazione sulla sicurezza è stata riordinata e uniformata: durate, modalità e periodicità degli aggiornamenti sono ora più chiare per lavoratori, preposti, dirigenti, datori di lavoro e RSPP/ASPP.
In questo articolo ti accompagno in modo pratico sul perché l’aggiornamento formazione sicurezza è obbligatorio; ogni quanto vanno rinnovati i corsi per i diversi ruoli; come tenere sotto controllo la scadenza corsi sicurezza e degli attestati; cosa succede se la formazione è scaduta e quali strumenti usare per registro formazione e sistemi di tracciamento.