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Novità esclusive da Sicurlive Group e dal mondo della sicurezza sul lavoro.
Le tematiche e gli argomenti trattati in questa sezione sono inerenti al mondo della sicurezza sul lavoro: prevenzione degli incidenti e degli infortuni, formazione D.Lgs. 81/08, gestione delle emergenze in ambienti industriali e in cantiere, soluzioni innovative dedicate alla protezione dei lavori effettuati in quota e negli spazi confinati.
Dal 7 aprile 2026 entra in vigore una delle evoluzioni normative più rilevanti degli ultimi anni in materia di sicurezza sul lavoro. Con la Legge 11 marzo 2026, n. 34, il legislatore ridefinisce in modo netto il perimetro dello smart working, trasformandolo da semplice modalità organizzativa a ambito pienamente integrato nel sistema prevenzionistico del D.Lgs. 81/2008. Il messaggio è chiaro: il lavoro agile non è più “flessibilità”, ma responsabilità strutturata e sanzionata.
Per le aziende, questo comporta un cambio di approccio immediato: non è più possibile gestire lo smart working in modo informale o standardizzato.
Le atmosfere ATEX non riguardano solo grandi impianti chimici o petrolchimici. Il rischio di esplosione può infatti emergere anche in contesti produttivi molto più comuni, come silos, falegnamerie, impianti di verniciatura, depositi di carburante, lavorazioni con solventi o ambienti con presenza di polveri combustibili. Per questo motivo, la corretta gestione degli ambienti a rischio ATEX è un passaggio essenziale per la tutela dei lavoratori, la continuità operativa e la conformità normativa.
In questo quadro, la sicurezza non può essere letta come un semplice adempimento formale. Una valutazione tecnica ben eseguita consente di ridurre la probabilità di incidenti gravi, migliorare la scelta di impianti e attrezzature, governare meglio manutenzioni e permessi di lavoro, e trasformare la prevenzione in un investimento organizzativo e industriale. Il riferimento normativo centrale, in Italia, è il Titolo XI del D.Lgs. 81/08, integrato dalle direttive europee ATEX e dalle norme tecniche di classificazione delle aree.
Con il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025, il carroponte entra in modo espresso tra le attrezzature per cui è richiesta una specifica abilitazione degli operatori ai sensi dell’art. 73, comma 5, del D.Lgs. 81/2008. Questo passaggio cambia il quadro da area “grigia” a obbligo formativo codificato, con durata minima, contenuti, verifiche e aggiornamento periodico definiti.
Per le imprese che utilizzano carriponte e gru a cavalletto, il punto non è solo evitare non conformità. Il vero tema è organizzare una formazione carroponte coerente con i rischi reali di movimentazione, con l’ambiente di lavoro e con le modalità di comando utilizzate.
Le PLE, o Piattaforme Mobili Elevabili, non sono semplici attrezzature da cantiere: sono macchine che consentono di svolgere lavori in quota con maggiore efficienza, ma anche con un livello di rischio che richiede regole chiare, procedure corrette e operatori realmente abilitati. Una gestione corretta delle Piattaforme Mobili Elevabili, infatti, riduce esposizioni a rischio, errori operativi, fermate di cantiere e responsabilità in capo all’organizzazione. Di conseguenza, investire in corso PLE, addestramento e aggiornamento significa proteggere persone, continuità operativa e affidabilità aziendale.
La formazione antincendio rappresenta un obbligo normativo centrale per la sicurezza nei luoghi di lavoro e una leva strategica per la gestione del rischio aziendale. Non si tratta solo di adempiere al D.Lgs. 81/08, ma di garantire continuità operativa, tutela delle persone e riduzione delle responsabilità.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la validità dell’attestato del corso antincendio, le relative scadenze e gli obblighi di aggiornamento. Una gestione non corretta può esporre l’organizzazione a sanzioni e, soprattutto, a inefficienze in caso di emergenza.
Il tema del patentino muletto continua a essere centrale per aziende, RSPP e HSE perché riguarda un’attrezzatura di lavoro tra le più diffuse e, allo stesso tempo, tra le più esposte a rischi operativi: urti, ribaltamenti, caduta del carico e interferenze con pedoni o altri mezzi. Nel quadro del D.Lgs. 81/08 e del nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, la conduzione del carrello elevatore non può essere gestita come un semplice adempimento formale, ma come una misura concreta di prevenzione.
Per questo motivo, parlare di formazione per gli addetti all’uso del carrello elevatore significa parlare di organizzazione aziendale, riduzione del rischio e responsabilità del datore di lavoro.
La cassetta pronto soccorso aziendale non è un semplice adempimento formale. È uno dei presidi che rendono concreto il sistema di gestione delle emergenze in azienda, perché consente di intervenire nell’immediatezza in attesa dei soccorsi esterni. Per Datori di Lavoro, RSPP e HSE, il tema è rilevante sia sotto il profilo normativo sia sotto quello organizzativo: la corretta dotazione di primo soccorso incide sulla tutela dei lavoratori, sulla gestione del rischio e sulla capacità dell’azienda di trasformare la sicurezza da costo percepito a investimento reale. L’obbligo discende dall’art. 45 del D.Lgs. 81/2008, mentre i criteri pratici di classificazione aziendale, contenuto minimo e formazione degli addetti sono definiti dal D.M. 388/2003.
l DAE, cioè il Defibrillatore Automatico da Esterno (o Semiautomatico), è uno dei presìdi più rilevanti quando si parla di primo soccorso, arresto cardiaco e gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro. Non è soltanto un dispositivo sanitario: è uno strumento che può incidere in modo concreto sui tempi di intervento e, di conseguenza, sulle probabilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco improvviso. Il Ministero della Salute lo definisce come un apparecchio capace di rilevare automaticamente se sia necessaria l’erogazione della scarica, distinguendolo dai defibrillatori manuali proprio per la sua capacità di guidare l’intervento anche in contesti extraospedalieri.
Il Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD) 2026 segna un passaggio importante per tutte le aziende che producono o gestiscono rifiuti. Non si tratta solo di un adempimento normativo, ma di un vero e proprio strumento di controllo, analisi e miglioramento dei processi aziendali.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 5 marzo 2026, entrano in vigore i nuovi modelli dichiarativi relativi ai rifiuti gestiti nel 2025.