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Novità esclusive da Sicurlive Group e dal mondo della sicurezza sul lavoro.
Le tematiche e gli argomenti trattati in questa sezione sono inerenti al mondo della sicurezza sul lavoro: prevenzione degli incidenti e degli infortuni, formazione D.Lgs. 81/08, gestione delle emergenze in ambienti industriali e in cantiere, soluzioni innovative dedicate alla protezione dei lavori effettuati in quota e negli spazi confinati.
Gli obblighi del datore di lavoro sicurezza non sono un mero elenco di adempimenti burocratici: sono il cuore del sistema di prevenzione previsto dal Testo Unico sulla Sicurezza (TUSL), cioè il D.Lgs. 81/08. Da questi obblighi derivano direttamente le responsabilità del datore di lavoro, anche sul piano penale e civile, in caso di infortunio o malattia professionale.
In questo articolo mettiamo ordine tra TUSL obblighi sicurezza, obblighi non delegabili, DVR, formazione, nomine delle figure chiave e doveri di vigilanza, con un linguaggio chiaro e utilizzabile da imprenditori, HR, RSPP e consulenti.
Il rumore e il rischio vibrazioni sono tra i principali fattori fisici che possono compromettere la salute dei lavoratori e la continuità produttiva. La valutazione rischio rumore e la valutazione delle vibrazioni meccaniche non sono solo un adempimento burocratico: servono a prevenire ipoacusia da rumore, disturbi muscolo–scheletrici, problemi circolatori e un aumento degli infortuni.
Parliamo di esposizione a rumore sul lavoro in moltissimi contesti: officine, falegnamerie, carpenterie, cantieri, stabilimenti produttivi, logistica, ma anche cucine industriali e stampaggio plastico. Allo stesso modo, le vibrazioni interessano operatori che usano utensili portatili (smerigliatrici, martelli demolitori, trapani) o conducono mezzi (carrelli elevatori, autocarri, macchine movimento terra)
La gestione dei DPI in azienda non è solo “consegno il casco e via”. Dietro ogni dispositivo di protezione individuale c’è un sistema fatto di scelte tecniche, responsabilità precise, registri, formazione e controlli continui.
Nel 2026 il quadro normativo di riferimento resta il D.Lgs. 81/08 (Titolo III, Capo II) aggiornato dal D.Lgs. 17/2019 e dal Regolamento (UE) 2016/425, che disciplinano requisiti, conformità e immissione sul mercato dei DPI.
In questa guida vediamo in modo pratico come organizzare la gestione dei DPI nelle PMI: chi decide cosa usare, come gestire consegne e registro DPI, quali procedure inserire nel sistema di prevenzione e qual è il ruolo concreto di datore di lavoro, RSPP, preposti e lavoratori.
Il microclima nei luoghi di lavoro non è solo una questione di “fa caldo” o “fa freddo”. Dietro a quella sensazione c’è un insieme di parametri fisici che incidono direttamente su comfort termico, salute, produttività e sicurezza. Temperature in azienda troppo alte o troppo basse, umidità non controllata e ventilazione inadeguata possono trasformare l’ambiente di lavoro in un fattore di rischio vero e proprio, soprattutto in uffici, magazzini e reparti produttivi.
In Italia il tema è richiamato dal D.Lgs. 81/08, in particolare nel Titolo II (luoghi di lavoro) e nell’Allegato IV, dove si chiede al datore di lavoro di garantire condizioni microclimatiche tali da non compromettere sicurezza e benessere dei lavoratori.
Quando si parla di protezione delle vie respiratorie, molte aziende pensano ancora agli APVR come a “un DPI da consegnare” e finisce lì. La UNI 11719:2025 ribalta questa impostazione: non è una semplice scheda tecnica, ma una guida operativa per costruire e gestire un programma di protezione delle vie respiratorie fatto di scelta corretta, uso controllato, manutenzione e, soprattutto, formazione APVR e addestramento strutturati e tracciabili.
La formazione sicurezza obbligatoria non riguarda solo chi lavora in cantiere o nei reparti “pericolosi”. Il D.Lgs. 81/08, agli articoli 36 e 37, stabilisce che ogni lavoratore debba ricevere un’adeguata informazione e formazione sui rischi connessi alla propria mansione, fin dal momento dell’assunzione.
Nel 2025, la sicurezza sul lavoro in Italia entra in una nuova fase: con il recente Decreto‑Legge 159/2025 (e le modifiche correlate al D.Lgs. 81/2008, il cosiddetto “TUSL”) e l’adozione del Accordo Stato‑Regioni 2025 per la formazione, aziende e professionisti HSE si trovano ad affrontare nuovi obblighi, nuove responsabilità e una maggiore attenzione alla digitalizzazione, alla prevenzione e alla cultura della sicurezza.
Questa guida aggiornata, pensata per RSPP, HSE manager, datori di lavoro e imprenditori, spiega in modo chiaro cosa cambia nel 2025, cosa fare per adeguarsi e quali rischi si corrono in caso di non conformità.
Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) non è un semplice documento “da archiviare tra le scartoffie”. È il pilastro della prevenzione interna, lo strumento che consente di identificare, analizzare e gestire tutti i rischi presenti in azienda, proteggendo la salute dei lavoratori e tutelando l’azienda da eventuali responsabilità. Ma se redatto con superficialità o trascuratezza, rischia di essere un DVR non conforme, inefficace o addirittura pericoloso. In questo articolo analizziamo gli errori più comuni nella stesura del DVR e come evitarli, per realizzare un documento davvero efficace e conforme.
In edilizia la parola d’ordine è una soltanto: sicurezza. E ogni volta che la trascuri, rischi non solo sanzioni, ma vite. Se gestisci un cantiere o coordini la sicurezza, questo articolo fa per te: ti aiuta a individuare le 5 non conformità più comuni (e pericolose), e ti spiega come evitarle concretamente.